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    September 16

    LA MIA NUOVA DROGA

     
     
     
      
    July 22

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    July 21

    DISKO PARTIZANI

    DISKO DISKO PARTIZANI !
     
     
     
                         
      
     
     
     
     
     
     
    June 16

    Andrea Pazienza (20 anni senza Paz)

    "La pazienza ha un limite, Pazienza no!"

    karol

    Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili.

    Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni.
    Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo.
    Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali, e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro d'incontro e di informazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti. Sono miope, ho un leggero strabismo, qualche molare cariato e mai curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni, mi lavo spessissimo i capelli e d'inverno porto sempre i guanti.

    Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve uso quella di mia madre, una Renault 5 verde.Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile "Frigidaire". Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali, ma non sopporto di accudirli.

    Morirò il sei gennaio 1984.
     
    viola
    June 07

    DINO RISI (23 Dic 1916 - 7 Giu 2008)

    Risi   http://it.wikipedia.org/wiki/Il_sorpasso

    Gli piacevano le battute argute, ma Dino Risi amava anche fare delle profonde riflessioni sull'esistenza. Ad esempio, proprio qualche anno fa, disse: "La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non è questa grande trovata...". E, ancora, "penso che bisognerebbe andarsene tutti a ottant'anni. Per legge".

    In un certo senso, il grande Maestro si sentiva come l'ultimo sopravvissuto di una grande stirpe. "Mi sento come un inquilino abusivo. Sono rimasto senza amici. Erano tutti più giovani di me e se ne sono andati prima di me, Gassman, Fellini, Zapponi, Lapegna, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Manfredi. Non so più con chi parlare".

    Lui si sentiva insomma poco moderno: "Il linguaggio dei giovani è insopportabile. I miei nipoti vanno avanti a 'puntocom' e 'vuvuvu'. Io non ho nemmeno il coso, come si chiama, il fax. Imbuco sempre le lettere nella cassetta".

    Ma il Risi che si ricorda è soprattutto quello delle grandi risate: ad esempio, amava schermirsi. "Mi piacciono solo i film che sto per fare. Dopo non vado neanche a vederli", ripeteva. Assieme al cinema, la sua grande passione erano le donne. E non ne faceva mistero: "A sei anni ero innamorato di una cameriera. Mi portava a letto con sè. Ho conosciuto il piacere, si può dire".

    Ma si faceva anche spesso 'distrarre': "Mi piace l'infedeltà - confessò - e mi piace tornare in famiglia. Una volta, a piazza Euclide a Roma, avevo finalmente avuto un appuntamento con Sylva Koscina. Stava per salire in macchina quando sentii le voci dei miei frugoletti: 'Papà, papà'. E dietro, la mamma".

    April 14

    *JUNO*

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    Cos'è. Juno è il film di Diablo Cody, la ex spogliarellista che ha vinto l'ultimo Oscar per la miglior sceneggiatura. La regia è di Jason Reitman, che prima aveva diretto Thank You For Smoking, un altro film pregevole senza i fuochi d'artificio. Juno racconta di una ragazzetta sedicenne che resta incinta. Il padre è del bambino è un suo compagno di scuola, talmente tontolone da essere geniale. Lei decide di non abortire e di dare il figlio in adozione. Trova la coppia giusta e lo fa.

    Com'è. È un film indipendente, come si dice di quei film che non hanno scene madri e inseguimenti e attoroni. In realtà è solo un film un po' più piccolo del normale e scritto molto ma molto meglio del normale. La regia è molto misurata, senza troppe menate, e soprattutto Ellen Page è incredibilmente brava. Anche la colonna sonora funziona, tra Belle & Sebastian e altre figatelle. A differenza dei film brutti, che raccontano concetti, quindi generalizzano tipologie di ragazzini, scuole, genitori eccetera, questo è un film su una ragazzina e un suo fidanzato pirlone, una famiglia un po' Simpson, una coppia che vuole adottare, un consultorio. L'edizione italiana sconta una traduzione un po' in giovanilese, tipo "vita schifa", mezze parolacce eccetera. Ma d'altra parte bisogna dire che i gerghi sono sempre molto difficili da tradurre, specialmente in italiano.

    Perché vederlo. Per rendersi conto di come il cinema possa toccare gli argomenti con delicatezza. Per capire quanto si possa toccare qualunque tema, e raccontare storie di persone che operano delle scelte, senza che il film diventi un film a tesi e la scelta diventi una scelta militante. Per rendersi conto di quanto l'adozione del film come manifesto anti-abortista da parte del Foglio e di Giuliano Ferrara sia una scelta assolutamente delirante. Non solo, ma per capire così poco di cinema nel 2008, per mettersi davanti a un film e vedere il contrario di quello che c'è nel film, bisogna non essere mai stati al cinema negli ultimi anni. Gli ultimi trenta. Infine per vedere in azione, nel ruolo di marito e moglie, due caratteristi supremi degli ultimi anni: Allison Janney (C.J. Cregg, capo ufficio stampa del presidente Jed Bartlet in The West Wing) e J.K. Simmons.

    Perché non vederlo. Perché si amano solo i filmoni con le sparatorie, o si detestano quelli della provincia suburbana americana.

    Una battuta. Sono incinta.

    BY Matteo Bordone

     
    February 22

    Definizione

    rim|piàn|to
    p.pass., agg., s.m.


    1 p.pass. rimpiangere
    2 agg. CO
    che è ricordato con rammarico e nostalgia: vacanze a lungo rimpiante | compianto: il r. presidente
    3a s.m. AU
    sentimento doloroso per la perdita irrimediabile di persone, cose o per vicende, situazioni passate e concluse: r. di un amore, r. della gioventù
    3b s.m. AU
    rammarico per ciò che non si è fatto, per le opportunità perdute, le occasioni mancate, ecc.: r. per una scelta sbagliata

    February 06

    AMEN

    IL FANATISMO NON HA I GIORNI CONTATI

     

    E’ un po’ assurdo, lo so, eppure io, Matteo Bordone e Alberto Forni, i Baustelle li sentiamo un po’ come figli nostri (forse fratelli, più anagraficamente), perché quando è iniziato Dispenser, otto anni fa, il primo disco di cui abbiamo parlato era il loro album “Sussidiario illustrato della giovinezza”. In Rai siamo stati i primi a trasmetterli. Li aveva scoperti Alberto (onore al merito), ma hanno conquistato subito anche noi e la scelta di aprire la trasmissione con un gruppo italiano giovane così potente nei testi e con delle melodie pop così poco prevedibili ci era sembrata ideale. Lo ricordava qualche giorno fa anche Matteo sul suo blog (a dimostrazione che siamo tutti un po’ in fissa sulla faccenda).

    Venerdì scorso è uscito Amen.

    Attendevo il disco con ansia da fan da mesi. Veramente una sera di settembre ho incontrato Francesco Bianconi in un ristorante milanese e mi aveva invitato ad andare  sentire l’album a casa sua nei giorni successivi. Non l’ho mai fatto, e non perché non ne fossi curioso, al contrario, perché ho capito che l’ascolto del nuovo disco sarebbe stato un momento prezioso e intimo e non avrei potuto viverlo con serenità davanti al suo autore principale.

    Credo di aver fatto bene ad aspettare.

    L’album è uno di quei prodotti complessi e stratificati che ti confonde a ogni ascolto, facendoti continuamente cambiare idea su quale sia il tuo brano preferito.

    Lo spettro musicale è incredibilmente ampio, dal country alla Lee Hazelwood di “Panico” alle sonorità quasi disco di “Baudlaire”, dal pop del singolone “Charlie fa surf” alla melodia cantautorale di “Alfredino”. E’ un Sussidiario illustrato della canzone italiana, questo.

    Tuttavia sono i testi il vero magnete che mi attrae al pianeta Baustelle. Perché (e forse l’ho scoperto compiutamente solo stavolta), io aspetto ogni nuovo disco con la stessa aspettativa che riservo solo a certi libri. Un bisogno di trovarmi nelle parole, di confrontarmi, di ricercare piccole illuminazioni. E’ raro che la letteratura stia in un disco, ma succede. Per me succede con Jarvis, con Morrissey, con Neil (Tennant) e con i Baustelle.

    Forse basta citare una frase, da “Alfredino”: “Dio guardava il figlio suo e in onda lo mandò”. Da sola è in grado di riportare a galla tutto lo strazio televisivo a cui l’Italia ha assistito. La colpa, il pentimento, la redenzione.

    E poi quando sfogliando il libretto del cd ho scoperto che “Dark room”, l’unico testo non firmato dal solo Biaconi, è stato scritto insieme a Francesca Genti, poetessa pop che ha pubblicato le sue poesie per la prima volta in assoluto su ‘tina, beh, è stato come assistere alla perfetta chiusura del cerchio.

    Amen.

    PS E forse ad attrarmi ai Basutelle è anche lo sguardo di Rachele, che non sono mai riuscito a reggere per più di tre secondi e alla quale non ho mai rivolto parola, al di là dello scambio del nome. Anche adesso, mentre ascolto il disco, non faccio altro che guardare incantato i suoi occhi che mi fissano ossessivi dalla copertina.

     

    MATTEO B. BIANCHI

    http://www.matteobblog.splinder.com/

    January 31

    Thai Restaurant

    Busaba Eathai

    Alan Yau’s Wagamama (which he no longer owns) kick-started the fashion for canteen-style Asian dining in the capital, which became the biggest eating-out trend of the last 15 years and spawned a hundred spin-offs. His more atmospheric Busaba Eathai mini-chain was in many ways a logical progression, built on the pillars that made its older brother so successful: speed, reliability, reasonable prices. But where Busaba Eathai truly distinguishes itself is in managing to deliver, with almost uncanny consistency, some of the very best Thai cooking in the capital. Busaba neatly epitomises two central themes of eating in London: we may be in a hurry, but damn it, we’ll eat well. We strongly recommend the (marginally) quieter Store Street and Bird Street branches over Wardour Street, which is so often too packed and hurried: verily a victim of its own brilliance.

    When to go Late lunch or early dinner.
    What to have Chargrilled duck, tofu with spinach, mandarin juice with chilli.
    Busaba Eathai, 22 Store St, WC1E 7DS, (020 7299 7900) Goodge St tube.
    Read review
    December 21

    POESIE D'AMORE PER DONNE UBRIACHE

    FORSE HO TUTTO FORSE HO NIENTE
     
    mi sveglio con il pene irritato
    devo smettere di sognare giamaicane
    la mia vita si accende e si spegne con la lampadina del bagno
    mi faccio la barba al mattino e piscio alla sera
    non riesco a fare altro
    vorrei andare a correre
    uccidere draghi
    cavalcare nuvole
    invece passo il tempo
    a bere tè ingoiare paracetamol e raccogliere immondizie
    raccolgo immondizie da due anni
    le gambe sono diventate molli e bianche
    ma sono un poeta
    e raccolgo immondizie come un poeta
    forse ho tutto forse ho niente
    in casa ho solo sedie da pic-nic
    moquette nera che nasconde piste di bisonti e nidi di serpi
    l'acqua del cesso del piano di sopra
    scende lungo i muri del mio bagno
    come in un giardino giapponese
    forse ho tutto o forse ho niente
    c'è chi urla vaffanculo in mezzo allo stadio
    chi se lo dice annodandosi la cravatta di fronte allo specchio
    comunque vada
    una volta ancora
    siamo tutti in coda
    per lo stesso autobus.
     
                                                  
                                   Alberto Calligaris
    September 25

    Sdoganata Arancia meccanica

    Il film in onda stasera su La7!

    Dopo 36 anni dalla sua prima uscita cinematografica Arancia Meccanica, capolavoro di Stanley Kubrick, va in onda per la prima volta sulla televisione generalista italiana il 25 settembre 2007 su La7 alle ore 22.30. Il film del 1971, non è  mai stato trasmesso in chiaro. Per rendere omaggio al regista e alla sua pellicola più discussa e controversa, il film sarà preceduto dallo speciale di un'ora La meccanica dell'arancia, condotto da Alex Infascelli.

    Andranno in onda interviste inedite a Christiane Kubrick, moglie di Stanley e a Jan Harlan fratello di Christiane, assistente di produzione in Arancia Meccanica e successivamente produttore esecutivo dei film di Kubrick, e interviste del 1972 al protagonista del film, Malcom Mcdowell e ad Anthony Burgess, autore del libro A Clockwork Orange (uscito nel 1962). Oltre ai racconti di questi personaggi verranno proposti pareri e riflessioni sul film di Achille Bonito Oliva (critico d'arte), Raul Montanari (scrittore), Massimiliano Fuksas (architetto), Gianni Riotta (Direttore Tg1), Ugo Volli (semiologo), Luca Sofri (giornalista), Paolo Mereghetti (giornalista e critico cinematografico), Andrea Purgatori (giornalista e sceneggiatore), Elio Fiorucci (stilista) e Marco Bellocchio (regista).

    Attraverso queste testimonianze, lo speciale cerca di capire cosa ha reso Arancia Meccanica una pellicola di culto assoluto, ancora oggi rappresentativa di tematiche attuali quali la violenza, il carcere, la droga, il disagio giovanile. In più il programma il clamore che suscitò il film, l'epoca ed il contesto nel quale si collocò, la censura rigida che ricevette, il suo carattere estetico pop, la colonna sonora ed il libro dal quale fu tratto, fino ad analizzare le eredità che ha lasciato nella comunicazione contemporanea. 

    September 12

    MARACAIBO - Lu Colombo

    La canzone parla di Zazà, una ragazza ballerina cubana che si esibisce in un locale (Balla al Barracuda, si ma balla nuda, Zazà!).
    In realtà è un modo per sviare i sospetti dalla sua reale attività (Era una copertura, faceva traffico d'armi con Cuba).
    Zazà ha una tresca sentimentale con Fidel Castro (il cui nome venne cambiato in Miguel su pressione dei discografici).
    Il testo racconta che lui era molto impegnato (ma Miguel non c'era, era in Cordigliera da mattina a sera), che lei si lasciava consolare da Pedro (L'abbracciava sulle casse di nitroglicerina); quando Miguel lo venne a sapere, le sparò (la vide, impallidì: il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò) ma la trafficante d'armi fuggì per mare.
    Una tempesta (mare forza nove) le fece fare naufragio (l'albero spezzato) e un pescecane (nella notte scura, una pinna nera) la morde (una zanna bianca, come la luna) ma lei sopravvive.
    Dopo questa avventura, rinuncia al traffico d'armi ed al ballo (finito il Barracuda, finito ballar nuda) si costruì una seconda vita aprendo un bordello (un gran salotto, 23 mulatte, casa di piacere per stranieri).
    A causa di eccessi (rum e cocaina) ingrassa fino a raggiungere il peso di 130 chili. La canzone si conclude dicendo: se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna, una zanna bianca, come la luna! evidente ricordo del naufragio e dell'incontro col predatore.
     
     
    June 26

    AUTOCRITICA

    Anche io mi vedo così molto spesso...
    abbiamo in comune diversi di questi punti...
     
    June 17

    I molto belli e i molto brutti

    - Ci sono soltanto due razze sulla terra - diceva il governatore coloniale Corrençon,
    padre di Julie - i molto belli e i molto brutti.
    Quanto alla pelle e alle storie di colore, sono capricci della geografia e nient'altro.
     
    - Nessuno osa guardare i molto brutti, per paura di ferirli,
    e i molto brutti muoiono di solitudine, a causa della delicatezza universale.
     
    - Quanto ai molto belli, tutti li guardano, ma loro non osano guardare nessuno, per paura che gli si salti addosso. E i molto belli muoiono di solitudine a causa dell'ammirazione universale.
    April 13

    la POPOLARISSIMA della BALORDA!

    Ecco... anche qua qualche anima buona mi ci dovrebbe portare!!!!
     
     
     
    April 10

    SON TORNATI GLI ANNI '90!

    Finalmente sono tornati gli anni 90'!!!
     
    qualcuno mi porti a questo party....
    vi prego...
     
     
    March 26

    Sagittario - Settimana 23/29 Marzo

    Flora, una femmina di varano di Komodo che vive in uno zoo inglese, qualche tempo fa è rimasta incinta e ha messo al mondo cinque piccoli senza aver mai avuto nessun contatto con un maschio. È il primo caso di immacolata concezione nella sua specie.
    Nella prossime settimane sarà il tuo animale simbolo, Sagittario.
    Che tu sia femmina o maschio, adesso anche tu hai il potere di effettuare uno splendido parto della mente senza essere intellettualmente né emotivamente fecondato da nessuno.
    Non vuol dire che dovrai evitare rapporti intimi che potrebbero fecondarti. Anzi, t’invito a cercarne in abbondanza. Vuol dire solo che non ne hai bisogno per essere una fonte di creatività.
    February 26

    sempre CINEMA, sempre EDEN...

    Martedì 27 febbraio
     
    La Cina è vicina (1967)
     
    INGRESSO È GRATUITO
    con inizio alle ore 21.15
     
     
     
    Mercoledì 28 febbraio
     
    INCONTRO CON MARCO BELLOCCHIO
    Nell'occasione verrà videoproiettato il film
    Sorelle (2006)
     
    INGRESSO È GRATUITO
    con inizio alle ore 21.15
     
     
    Cinema EDEN - Arezzo
    February 06

    CINEMA: SETTANTA e DINTORNI

    Multisala EDEN d'Essai

    http://cineforum2.blogspot.com/

    FEBBRAIO

     

    Martedì 6

    Ore 20.00: Buffet di inaugurazione

    Presentazione del libro di Ornella Magrini,

    Una scomoda ossessione. Ultimo Tango a Parigi, memorie da un film proibito, Ed. Zona 2006.

    A seguire: Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci – 1972)

    Mercoledì 7

    Ore 21.15: proiezione dell’intervista a Bernardo Bertolucci A seguire: Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci – 1972)

    Martedì 13 e Mercoledì 14

    Il conformista (Bernardo Bertolucci – 1970) ingresso gratuito

    Martedì 20 e Mercoledì 21

    Matti da slegare (Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli – 1975)

    Martedì 27

    La Cina è vicina (Marco Bellocchio – 1967) ingresso gratuito

    Mercoledì 28

    Incontro con Marco Bellocchio

    (con Andrea Martini, docente di Storia del Cinema Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo) ingresso gratuito

     

    MARZO

     

    Martedì 6 e Mercoledì 7

    Ecce Bombo (Nanni Moretti – 1978)

    Martedì 13 e Mercoledì 14

    Padre padrone (Paolo e Vittorio Taviani – 1977)

    Martedì 20 e Mercoledì 21

    La notte di S. Lorenzo (Paolo e Vittorio Taviani – 1982)

    Martedì 27 e Mercoledì 28

    La grande abbuffata (Marco Ferreri – 1973)

     

    Tranne dove diversamente indicato, gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.15.

    Tranne dove diversamente indicato, l'ingresso sarà di € 4,00