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June 16 Andrea Pazienza (20 anni senza Paz)"La pazienza ha un limite, Pazienza no!"
Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattr'anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili.
Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese, ho un fratello e una sorella di ventidue e quindici anni. Disegno da quando avevo diciotto mesi, so disegnare qualsiasi cosa in qualunque modo. Da undici anni vivo solo. Ho fatto il liceo artistico, una decina di personali, e nel '74 sono divenuto socio di una galleria d'arte a Pescara: "Convergenze", centro d'incontro e di informazione, laboratorio comune d'arte. Sempre nel '74 sono sul Bolaffi. Dal '75 vivo a Bologna. Sono stato tesserato dal '71 al '73 ai marxisti-leninisti. Sono miope, ho un leggero strabismo, qualche molare cariato e mai curato. Fumo pochissimo. Mi rado ogni tre giorni, mi lavo spessissimo i capelli e d'inverno porto sempre i guanti. Ho la patente da sei anni ma non ho la macchina. Quando mi serve uso quella di mia madre, una Renault 5 verde.Dal '76 pubblico su alcune riviste. Disegno poco e controvoglia. Sono comproprietario del mensile "Frigidaire". Mio padre, anche lui svogliatissimo, è il più notevole acquerellista ch'io conosca. Io sono il più bravo disegnatore vivente. Amo gli animali, ma non sopporto di accudirli. Morirò il sei gennaio 1984. June 07 DINO RISI (23 Dic 1916 - 7 Giu 2008)
Gli piacevano le battute argute, ma Dino Risi amava anche fare delle profonde riflessioni sull'esistenza. Ad esempio, proprio qualche anno fa, disse: "La morte? Mi incuriosisce. Prevedo delle sorprese. La vita in fondo non è questa grande trovata...". E, ancora, "penso che bisognerebbe andarsene tutti a ottant'anni. Per legge".
In un certo senso, il grande Maestro si sentiva come l'ultimo sopravvissuto di una grande stirpe. "Mi sento come un inquilino abusivo. Sono rimasto senza amici. Erano tutti più giovani di me e se ne sono andati prima di me, Gassman, Fellini, Zapponi, Lapegna, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Manfredi. Non so più con chi parlare".
Lui si sentiva insomma poco moderno: "Il linguaggio dei giovani è insopportabile. I miei nipoti vanno avanti a 'puntocom' e 'vuvuvu'. Io non ho nemmeno il coso, come si chiama, il fax. Imbuco sempre le lettere nella cassetta".
Ma il Risi che si ricorda è soprattutto quello delle grandi risate: ad esempio, amava schermirsi. "Mi piacciono solo i film che sto per fare. Dopo non vado neanche a vederli", ripeteva. Assieme al cinema, la sua grande passione erano le donne. E non ne faceva mistero: "A sei anni ero innamorato di una cameriera. Mi portava a letto con sè. Ho conosciuto il piacere, si può dire".
Ma si faceva anche spesso 'distrarre': "Mi piace l'infedeltà - confessò - e mi piace tornare in famiglia. Una volta, a piazza Euclide a Roma, avevo finalmente avuto un appuntamento con Sylva Koscina. Stava per salire in macchina quando sentii le voci dei miei frugoletti: 'Papà, papà'. E dietro, la mamma". April 14 *JUNO*Cos'è. Juno è il film di Diablo Cody, la ex spogliarellista che ha vinto l'ultimo Oscar per la miglior sceneggiatura. La regia è di Jason Reitman, che prima aveva diretto Thank You For Smoking, un altro film pregevole senza i fuochi d'artificio. Juno racconta di una ragazzetta sedicenne che resta incinta. Il padre è del bambino è un suo compagno di scuola, talmente tontolone da essere geniale. Lei decide di non abortire e di dare il figlio in adozione. Trova la coppia giusta e lo fa.
Com'è. È un film indipendente, come si dice di quei film che non hanno scene madri e inseguimenti e attoroni. In realtà è solo un film un po' più piccolo del normale e scritto molto ma molto meglio del normale. La regia è molto misurata, senza troppe menate, e soprattutto Ellen Page è incredibilmente brava. Anche la colonna sonora funziona, tra Belle & Sebastian e altre figatelle. A differenza dei film brutti, che raccontano concetti, quindi generalizzano tipologie di ragazzini, scuole, genitori eccetera, questo è un film su una ragazzina e un suo fidanzato pirlone, una famiglia un po' Simpson, una coppia che vuole adottare, un consultorio. L'edizione italiana sconta una traduzione un po' in giovanilese, tipo "vita schifa", mezze parolacce eccetera. Ma d'altra parte bisogna dire che i gerghi sono sempre molto difficili da tradurre, specialmente in italiano. Perché vederlo. Per rendersi conto di come il cinema possa toccare gli argomenti con delicatezza. Per capire quanto si possa toccare qualunque tema, e raccontare storie di persone che operano delle scelte, senza che il film diventi un film a tesi e la scelta diventi una scelta militante. Per rendersi conto di quanto l'adozione del film come manifesto anti-abortista da parte del Foglio e di Giuliano Ferrara sia una scelta assolutamente delirante. Non solo, ma per capire così poco di cinema nel 2008, per mettersi davanti a un film e vedere il contrario di quello che c'è nel film, bisogna non essere mai stati al cinema negli ultimi anni. Gli ultimi trenta. Infine per vedere in azione, nel ruolo di marito e moglie, due caratteristi supremi degli ultimi anni: Allison Janney (C.J. Cregg, capo ufficio stampa del presidente Jed Bartlet in The West Wing) e J.K. Simmons. Perché non vederlo. Perché si amano solo i filmoni con le sparatorie, o si detestano quelli della provincia suburbana americana. Una battuta. Sono incinta. BY Matteo Bordone February 22 Definizionerim|piàn|to
February 06 AMENIL FANATISMO NON HA I GIORNI CONTATI
E’ un po’ assurdo, lo so, eppure io, Matteo Bordone e Alberto Forni, i Baustelle li sentiamo un po’ come figli nostri (forse fratelli, più anagraficamente), perché quando è iniziato Dispenser, otto anni fa, il primo disco di cui abbiamo parlato era il loro album “Sussidiario illustrato della giovinezza”. In Rai siamo stati i primi a trasmetterli. Li aveva scoperti Alberto (onore al merito), ma hanno conquistato subito anche noi e la scelta di aprire la trasmissione con un gruppo italiano giovane così potente nei testi e con delle melodie pop così poco prevedibili ci era sembrata ideale. Lo ricordava qualche giorno fa anche Matteo sul suo blog (a dimostrazione che siamo tutti un po’ in fissa sulla faccenda). Venerdì scorso è uscito Amen. Attendevo il disco con ansia da fan da mesi. Veramente una sera di settembre ho incontrato Francesco Bianconi in un ristorante milanese e mi aveva invitato ad andare sentire l’album a casa sua nei giorni successivi. Non l’ho mai fatto, e non perché non ne fossi curioso, al contrario, perché ho capito che l’ascolto del nuovo disco sarebbe stato un momento prezioso e intimo e non avrei potuto viverlo con serenità davanti al suo autore principale. Credo di aver fatto bene ad aspettare. L’album è uno di quei prodotti complessi e stratificati che ti confonde a ogni ascolto, facendoti continuamente cambiare idea su quale sia il tuo brano preferito. Lo spettro musicale è incredibilmente ampio, dal country alla Lee Hazelwood di “Panico” alle sonorità quasi disco di “Baudlaire”, dal pop del singolone “Charlie fa surf” alla melodia cantautorale di “Alfredino”. E’ un Sussidiario illustrato della canzone italiana, questo. Tuttavia sono i testi il vero magnete che mi attrae al pianeta Baustelle. Perché (e forse l’ho scoperto compiutamente solo stavolta), io aspetto ogni nuovo disco con la stessa aspettativa che riservo solo a certi libri. Un bisogno di trovarmi nelle parole, di confrontarmi, di ricercare piccole illuminazioni. E’ raro che la letteratura stia in un disco, ma succede. Per me succede con Jarvis, con Morrissey, con Neil (Tennant) e con i Baustelle. Forse basta citare una frase, da “Alfredino”: “Dio guardava il figlio suo e in onda lo mandò”. Da sola è in grado di riportare a galla tutto lo strazio televisivo a cui l’Italia ha assistito. La colpa, il pentimento, la redenzione. E poi quando sfogliando il libretto del cd ho scoperto che “Dark room”, l’unico testo non firmato dal solo Biaconi, è stato scritto insieme a Francesca Genti, poetessa pop che ha pubblicato le sue poesie per la prima volta in assoluto su ‘tina, beh, è stato come assistere alla perfetta chiusura del cerchio. Amen. PS E forse ad attrarmi ai Basutelle è anche lo sguardo di Rachele, che non sono mai riuscito a reggere per più di tre secondi e alla quale non ho mai rivolto parola, al di là dello scambio del nome. Anche adesso, mentre ascolto il disco, non faccio altro che guardare incantato i suoi occhi che mi fissano ossessivi dalla copertina.
MATTEO B. BIANCHI January 31 Thai RestaurantBusaba Eathai
When to go Late lunch or early dinner. What to have Chargrilled duck, tofu with spinach, mandarin juice with chilli. Busaba Eathai, 22 Store St, WC1E 7DS, (020 7299 7900) Goodge St tube. Read review December 21 POESIE D'AMORE PER DONNE UBRIACHE
September 25 Sdoganata Arancia meccanicaIl film in onda stasera su La7!Dopo 36 anni dalla sua prima uscita cinematografica Arancia Meccanica, capolavoro di Stanley Kubrick, va in onda per la prima volta sulla televisione generalista italiana il 25 settembre 2007 su La7 alle ore 22.30. Il film del 1971, non è mai stato trasmesso in chiaro. Per rendere omaggio al regista e alla sua pellicola più discussa e controversa, il film sarà preceduto dallo speciale di un'ora La meccanica dell'arancia, condotto da Alex Infascelli. Andranno in onda interviste inedite a Christiane Kubrick, moglie di Stanley e a Jan Harlan fratello di Christiane, assistente di produzione in Arancia Meccanica e successivamente produttore esecutivo dei film di Kubrick, e interviste del 1972 al protagonista del film, Malcom Mcdowell e ad Anthony Burgess, autore del libro A Clockwork Orange (uscito nel 1962). Oltre ai racconti di questi personaggi verranno proposti pareri e riflessioni sul film di Achille Bonito Oliva (critico d'arte), Raul Montanari (scrittore), Massimiliano Fuksas (architetto), Gianni Riotta (Direttore Tg1), Ugo Volli (semiologo), Luca Sofri (giornalista), Paolo Mereghetti (giornalista e critico cinematografico), Andrea Purgatori (giornalista e sceneggiatore), Elio Fiorucci (stilista) e Marco Bellocchio (regista). Attraverso queste testimonianze, lo speciale cerca di capire cosa ha reso Arancia Meccanica una pellicola di culto assoluto, ancora oggi rappresentativa di tematiche attuali quali la violenza, il carcere, la droga, il disagio giovanile. In più il programma il clamore che suscitò il film, l'epoca ed il contesto nel quale si collocò, la censura rigida che ricevette, il suo carattere estetico pop, la colonna sonora ed il libro dal quale fu tratto, fino ad analizzare le eredità che ha lasciato nella comunicazione contemporanea. September 12 MARACAIBO - Lu ColomboLa canzone parla di Zazà, una ragazza ballerina cubana che si esibisce in un locale (Balla al Barracuda, si ma balla nuda, Zazà!).
In realtà è un modo per sviare i sospetti dalla sua reale attività (Era una copertura, faceva traffico d'armi con Cuba).
Zazà ha una tresca sentimentale con Fidel Castro (il cui nome venne cambiato in Miguel su pressione dei discografici).
Il testo racconta che lui era molto impegnato (ma Miguel non c'era, era in Cordigliera da mattina a sera), che lei si lasciava consolare da Pedro (L'abbracciava sulle casse di nitroglicerina); quando Miguel lo venne a sapere, le sparò (la vide, impallidì: il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò) ma la trafficante d'armi fuggì per mare.
Una tempesta (mare forza nove) le fece fare naufragio (l'albero spezzato) e un pescecane (nella notte scura, una pinna nera) la morde (una zanna bianca, come la luna) ma lei sopravvive.
Dopo questa avventura, rinuncia al traffico d'armi ed al ballo (finito il Barracuda, finito ballar nuda) si costruì una seconda vita aprendo un bordello (un gran salotto, 23 mulatte, casa di piacere per stranieri).
A causa di eccessi (rum e cocaina) ingrassa fino a raggiungere il peso di 130 chili. La canzone si conclude dicendo: se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna, una zanna bianca, come la luna! evidente ricordo del naufragio e dell'incontro col predatore.
June 26 AUTOCRITICAAnche io mi vedo così molto spesso...
abbiamo in comune diversi di questi punti...
June 17 I molto belli e i molto brutti- Ci sono soltanto due razze sulla terra - diceva il governatore coloniale Corrençon,
padre di Julie - i molto belli e i molto brutti.
Quanto alla pelle e alle storie di colore, sono capricci della geografia e nient'altro.
- Nessuno osa guardare i molto brutti, per paura di ferirli,
e i molto brutti muoiono di solitudine, a causa della delicatezza universale.
- Quanto ai molto belli, tutti li guardano, ma loro non osano guardare nessuno, per paura che gli si salti addosso. E i molto belli muoiono di solitudine a causa dell'ammirazione universale. April 13 la POPOLARISSIMA della BALORDA!Ecco... anche qua qualche anima buona mi ci dovrebbe portare!!!!
April 10 SON TORNATI GLI ANNI '90!Finalmente sono tornati gli anni 90'!!!
qualcuno mi porti a questo party....
vi prego...
March 26 Sagittario - Settimana 23/29 Marzo
February 26 sempre CINEMA, sempre EDEN...Martedì 27 febbraio
La Cina è vicina (1967)
INGRESSO È GRATUITO
con inizio alle ore 21.15
Mercoledì 28 febbraio
INCONTRO CON MARCO BELLOCCHIO
Nell'occasione verrà videoproiettato il film
Sorelle (2006)
INGRESSO È GRATUITO
con inizio alle ore 21.15
Cinema EDEN - Arezzo February 06 CINEMA: SETTANTA e DINTORNIMultisala EDEN d'Essai http://cineforum2.blogspot.com/ FEBBRAIO
Martedì 6 Ore 20.00: Buffet di inaugurazione Presentazione del libro di Ornella Magrini, Una scomoda ossessione. Ultimo Tango a Parigi, memorie da un film proibito, Ed. Zona 2006. A seguire: Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci – 1972) Mercoledì 7 Ore 21.15: proiezione dell’intervista a Bernardo Bertolucci A seguire: Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci – 1972) Martedì 13 e Mercoledì 14 Il conformista (Bernardo Bertolucci – 1970) ingresso gratuito Martedì 20 e Mercoledì 21 Matti da slegare (Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli – 1975) Martedì 27 La Cina è vicina (Marco Bellocchio – 1967) ingresso gratuito Mercoledì 28 Incontro con Marco Bellocchio (con Andrea Martini, docente di Storia del Cinema Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo) ingresso gratuito
MARZO
Martedì 6 e Mercoledì 7 Ecce Bombo (Nanni Moretti – 1978) Martedì 13 e Mercoledì 14 Padre padrone (Paolo e Vittorio Taviani – 1977) Martedì 20 e Mercoledì 21 La notte di S. Lorenzo (Paolo e Vittorio Taviani – 1982) Martedì 27 e Mercoledì 28 La grande abbuffata (Marco Ferreri – 1973)
Tranne dove diversamente indicato, gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.15. Tranne dove diversamente indicato, l'ingresso sarà di € 4,00 |
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