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日志


1月9日

STRYX - trasmissione tv della rai

Nel 1978 Enzo Trapani, un autentico maestro (morto suicida nel 1989 ormai allontanatosi dalla televisione che non riusciva più a capire e a coinvolgerlo) che ha saputo innovare e rinnovare la TV italiana con i suoi varietà senza conduttore (come lo storico "Non Stop", "Alta Pressione", "Proffimamente Non Stop", i campioni di ascolti Grillo style di "Te Lo Do' Io Il Brasile" e "Te La Do' Io L'America", una delle migliori edizioni di "Fantastico", e dulcis in fundo "C'era Due Volte" - starring Cicciolina!), concepisce assieme ad Alberto Testa e Carla Distarini, quello che, parafrasando gli album progressive in voga nel periodo, potremmo chiamare "concept show", cioé un varietà che ruota attorno ad un tema portante al quale si adeguano scenografie e ospiti.

Nasce così "Stryx" una sarabanda di streghe, demoni, sortilegi ed erotismo ricca di invenzioni scenografiche, ospiti illustri e tanta ottima musica. Un varietà divenuto un piccolo cult per quelli che, come il sottoscritto e buona parte della redazione di "Mondo Culto", l'hanno visto in tenera età e gli si sono affezionati, anche per il ruolo di imprinting erotico. Lo show è infatti assieme licenzioso e blasfemo, visto che, ridendo e scherzando, invoca il demonio e propone improbabili ricette per incantesimi e scacciare la iella, il tutto accompagnato da una coreografia, affidata all'ottimo Renato Greco, che esibisce spesso e volentieri belle ballerine a seno nudo (immaginate la bagarre che si scatenò ai tempi!) coinvolte in situazioni a volte perversamente anomale: prigioniere o vittime, in quello che potrebbe sembrare a metà tra l'antro di una strega e una sala di tortura. A quanto pare, infatti, Enzo Trapani ebbe anche problemi per via del "satanismo" e dell'erotismo che permeava il suo spettacolo, per la verità abbastanza all'acqua di rose, se si pensa a quel che abbiamo potuto vedere di notte nei palinsesti delle emittenti private durante tutti gli anni ottanta, ma comunque pervaso da una sottile atmosfera di morbosità, certamente molto più stimolante di una esibizione diretta... E certo che in quegli anni, trasmissioni come "Odeon - Tutto Quanto Fa Spettacolo", osavano, con il pretesto di "documentare", mostrare molto di più. Eravamo in pieno periodo post-rivoluzione sessuale, e gli effetti a lungo termine sui media si stavano facendo sentire: "L'Espresso" esibiva più nudità de "Le Ore", la televisione aveva lasciato cadere le pesanti cortine di censura cattolica che avevano imperversato per tutti gli anni cinquanta e sessanta (le stesse cortine che sta cercando di erigere nuovamente), e show fino a qualche anno prima impensabili, ormai andavano tranquillamente in onda in prima serata. Dunque, cerchiamo di riportare alla memoria, anche grazie alla programmazione notturna del varietà che mamma Rai un paio d'anni or sono ha avuto finalmente il buon cuore di riproporci dopo vent'anni dalla sua prima messa in onda (e da noi prontamente registrato!), che cosa fosse "Stryx" e perché è degno di ricordo.

La trasmissione si apriva su uno scenario inquietante: rocce, sfere di cristallo, ragnatele... sembrava di stare all'interno dell'antro di una strega, o, peggio, di essere capitati per sbaglio in un inferno dantesco da Studio 54: odalische svestite imprigionate da pesanti catene che vengono tormentate da folletti dispettosi, satanassi e demoni che corrono di qua e di là agghindati come se dovessero partecipare ad un ballo in maschera a tema mefistofelico, animali (veri) di tutte le specie lasciati vagabondare liberamente per lo studio, compreso un povero leoncino innervosito dalle luci e dal frastuono che cerca di liberarsi dal cappio che lo imprigiona saldamente. Da tutto questo emerge, sulle note del remix del suo celebre successo degli anni sessanta in chiave disco, "Disco Quando", Tony Renis, che due anni pirma avevamo già visto protagonista de "Il Corsaro Nero", pellicola diretta da Sergio Sollima e tratta dalle opere di Salgari, nella parte di uno schiavo spagnolo. Lui è il conduttore, o, meglio, secondo il "gioco di ruolo" creato appositamente per la trasmissione, il Piloconduttore, colui che con lunghi monologhi semi-demenziali e con lezioni a dispense su come diventare delle fattucchiere provette, ci introduce allo spettacolo e presenta i vari protagonisti di questo bailamme di artisti pop in voga in quel preciso momento. Accanto a lui un mimo giapponese (yessssss: Hal Yamanuci) e mille altri curiosi personaggi non meglio identificati, compresa un'intera corte di diavoli, mimi, ballerine, giocolieri e bellocce per il momento senza nome: riconosciamo una debuttante Barbara D'Urso esibirci il suo bel seno rigoglioso durante la sigla di chiusura.

Il varietà mascherato, anticonformista e surreale, ci dà la possibilità di gustare così cantanti allora all'apice della loro carriera, che partecipano al gioco del travestimento, recitando la loro parte perfettamente in sintonia con lo spirito "stregonesco" della serata: abbiamo così "Rumstryx" (Grace Jones - che ci proporrà perle come "La Vie En Rose" o "I Need A Man" chiusa in una gabbia trasportata da leathermen), Il Folletto (Angelo Branduardi, che in una occasione ha un gruppo di mammuttones a far da cornice ad un suo brano!), la "Stryx Do Brasil" (Gal Costa, cantante carioca appartenente neoi 60s alla corrente easy listening brasiliana Tropicalia, che ebbe anche qualche problema con la dittatura tanto da dover espatriare nel 1968 assieme a personaggi come Gilberto Gil e Caetano Veloso); "Sexy Stryx" (una Amanda Lear in ottima forma che propone tutti i suoi migliori brani, da "Enigma" a "Queen Of Chinatown"); la junkiessima "Subliminal Stryx" (una Patty Pravo al fulmicotone: la ricordate con "Johnny", "Bello" - cover di un brano dei Talking Heads! - , "Pensiero Stupendo", "Vola"...); "Gipsy Stryx" (la compianta Mia Martini in abiti freak); la sensuale "Indian Stryx" (Asha Puthly, che non manca di farci ascoltare "The Whip" e "The Devil Is The Loose"); e i Cosmodiavoli (i mitici Rockets, alfieri del cosmo sound in voga tra il 1978 e il 1980, basato su sonorità elettroniche sospese su ritmi disco sincopati, inquadrati su uno sfondo cosmico, a cui venivano sovrapposte spesso scene tratte da "Guerre Stellari" o "Spazio 1999"!). A tutto questo si aggiungevano le gage in cui Tony Renis dispensava magia dilettantesca a piene mani, Gianni Cajafa dava la sua settimanale ricetta contro la iella e Ombretta Colli interpretava Ludmilla, strega alla camomilla, una maldestra e sensuosa fattucchiera dall'accento bolognese, che sperava di riuscire a riportare alle sue fattezze di principe teutonico il suo amato ranocchio Franz, ma, di ritorno da un congresso di magia, sbagliava immancabilmente la mira e annullava il sortilegio, di volta in volta, agli oggetti più bizzarri, riportandoli alla loro forma umana - Suoi tormentoni, entrati nella storia, erano: "Mo' accidenti a sto camino, ogni volta mi rovino, mi rovino..." e "Con la formula avuta giù al congresso, realizzeremo l'amoroso amplesso...". Il tutto si concludeva regolarmente con il Piloconduttore che recitava una serie di formule-ordini in rima, da ricordare perché ci restituisce il sapore anticonformista e "trasgressivo" dello spettacolo, che ci conducevano alla "Danza del Trescone" la "Trescon Dance", scritta, come la sigla d'apertura "Stryx", dal purtroppo defunto Tony De Vita ed eseguita dai Tee De Life, e che ci mostra una autentica orgia di cibo e sesso (quest'ultimo seppure suggerito, abbastanza palese). Seppure lo show abbia avuto vita breve (sette puntate), è rimasto nei cuori di moltitudini di 30something, per aver indicato la via, erotica, da percorre e per aver saputo regalare, in un solo show, tanti esempi al contempo di erotismo etero e di cultura camp (ben due cantanti trans in un solo show!).

1月5日

AMARI - CAMPO MINATO

E' un campo minato, i dischi che ascolti, i libri che leggi, a volte i film che guardi, spesso penso di aver già ascoltato tutte le frasi leggere che anche oggi hai preparato, arriverà anche per noi il momento di uscire la sera, perdendo tempo, provando i vestiti davanti allo specchio, tu scegli i dischi, li canti a volte, davanti allo specchio mi fissi, probabilmente anche stasera usciremo sbattendo la porta.
E’ un campo minato, due passi in avanti ed un piede indietro, è un campo minato, se solo sapessi camminare sulle le punte. I tuoi discorsi uguali che dovrò concludere io, intento a schivare vecchie mine seppellite, smentirci, sorprenderci, stupirci, quante partite giochiamo prima di accorgerci che ogni volta che si cade è farsi male in modo nuovo.
Che faremo quando finiranno i vestiti nuovi?
Gli abbinamenti che fai, quando li provi?